Privacy Policy>

Mi hanno detto che si canta così... 
prima parte

In tanti anni, riguardo al canto ne ho viste e sentite davvero di tutti i colori. Prima come studente, e poi dai colleghi (anche loro interdetti da ciò che sentivano da certi insegnanti) e poi ancora come professionista,  
Ho pensato di cominciare a raccogliere le cose più strane, e anche quelle apparentemente innocue ma in realtà molto pericolose,  perché magari possono servire come risposta ai dubbi di studenti e appassionati, confusi dal sentir dire tutto e il contrario di tutto riguardo al canto. 
Ogni insegnante ha ovviamente la libertà di utilizzare il proprio metodo - ci mancherebbe altro! -  ma questa libertà personalmente credo non dovrebbe comportare la mistificazione della realtà, l'invenzione di una fisiologia 'magica' che nulla ha a che vedere con quella reale del nostro corpo, o anche l'utilizzo di termini fantasiosi 'alla Harry Potter' come unica risorsa per la trasmissione di conoscenze.  


- Per cantare, devi imparare a respirare col diaframma
Questa frase è un'assurdità fisiologica. È come dire 'imparare ad annusare col naso', 'guardare con gli occhi', 'ascoltare con le orecchie' e via di seguito. Posso ascoltare soltanto  tramite le orecchie e i timpani, sentire gli odori soltanto  tramite il naso, e posso respirare soltanto tramite il diaframma. Il nostro corpo è fatto così, non devo impararlo e non potrei respirare con qualcosa di diverso dal diaframma nemmeno se lo volessi, anche perché il diaframma è un muscolo involontario, come il cuore, che funziona da solo e in maniera automatica.
Frasi come 'devi imparare a respirare col diaframma' oppure 'tu non respiri col diaframma', non hanno alcun significato. Se volete, ne ho parlato anche qui.

- Faremo esercizi per controllare direttamente le corde vocali e tutti gli altri muscoli relativi al canto
Altra cosa impossibile, ma in un certo senso in modo opposto rispetto alla precedente. Nel caso precedente, era un'assurdità fisiologica. In questo caso, invece, è una  cosa del tutto falsa dal punto di vista neurologico e contraria  al buon senso. 
Faccio un esempio semplice: quando allungo un braccio per prendere un bicchiere, non penso alla coordinazione mano-occhio, a tutti i tendini e i muscoli della mia spalla, del braccio, delle dita e via di seguito. Non ci penso perché il mio cervello fa tutte queste operazioni automaticamente, e questo è il suo modo normale di funzionare.
La stessa cosa avviene quando canto, e tentare di controllare analiticamente ciò che  non si può controllare in questo modo farà innanzitutto perdere tempo e denaro, e in seguito creerà anche tensioni molto gravi che  impediranno di cantare con risultati ottimali e metteranno a rischio la voce.

- Non esistono i registri vocali
Assurdità fisiologica anche questa.
Per capirsi, sarebbe come dire che in un'automobile non esistono le marce. Padronissimi di andare ai cento all'ora in prima per dimostrare la propria tesi, ma le conseguenze sono immaginabili da tutti. 
I 'registri vocali' sono delle configurazioni muscolari naturali del nostro corpo, dei sistemi di equilibrio, che cambiano anche (ma non solo) a seconda dell'altezza della nota che sto producendo. In un prossimo intervento ne parleremo più a lungo, e vedremo come e quanto possiamo controllarli.
I registri vocali esistono sia nel cantato che nel parlato. Volete imitare la voce di Mickey Mouse? Ecco che parlerete in 'falsetto', cioè avrete cambiato il registro vocale da quello definito 'di petto', o 'modale' o 'tonale' (insomma, quello del normale parlato) a quello del 'falsetto'. Per ora, non entriamo nella distinzione che alcuni fanno fra 'falsetto' e 'voce di testa', ne parleremo poi in maniera approfondita.

- Il falsetto è il cancro delle corde vocali
Affermazione molto forte, ma fortunatamente senza alcun fondamento. Con l'aggravante che chi dice questo sembra ignorare che il 'falsetto' è una normale e naturale modalità di emissione del suono, che in sé non produce alcun danno. 

- Vomita il suono
Vi assicuro che l'ho sentito davvero. Anzi, l'insegnante in questione (non faccio nomi) considerava questa frase come la soluzione a quasi tutti i problemi tecnici, e la ripeteva frequentemente.
Per quale motivo questo insegnante credesse che immaginare una cosa sgradevole e  generante fortissime tensioni come il vomitare potesse aiutare a cantare, è un mistero assoluto. 

- Cantare è come andare al gabinetto
Ebbene sì, le castronerie di oggi le concludiamo così.
Credo che paragonare il canto all'atto defecatorio - anzi, dire che cantare e fare la cacca sono proprio la stessa cosa, aggiungendo magari che 'più spingi, meglio è' - denoti innanzitutto una mente dai percorsi molto particolari e in cui preferisco non addentrarmi.
E poi  c'è una gran confusione fra diverse funzionalità muscolari, in questo caso dei muscoli addominali. E inoltre cantare non è una specie di gara di sollevamento pesi, in cui più ci si sforza e meglio è. Purtroppo, più ci si sforza e prima ci si rovina la voce. Se volete, ne ho parlato qui.

Arrivederci alla prossima puntata.

Valter Carignano




Privacy Policy