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La respirazione... è davvero così difficile?
Prima parte.

Una delle prime cose che dicono gli insegnanti di canto - una di quelle cose che viene  considerata una verità assoluta, che non ha bisogno di dimostrazioni  o spiegazioni, che è valida in sé e per sé - è 'per cantare devi imparare a respirare col diaframma'.
Bene, purtroppo una frase che sembra così ovvia, sentita mille volte, contiene in sé un errore molto grave. Intendiamoci, non è che la respirazione non sia importante per il canto, anzi è assolutamente fondamentale. E su questo non deve esserci alcun dubbio, a meno di non voler  perdere la voce per un po' o per sempre.  
Ma andiamo con ordine.

La respirazione è un processo naturale, fondamentale e automatico del nostro corpo. Naturale vuol dire che il nostro corpo (come quello di tutti gli esseri viventi) è predisposto per metterlo in atto, fondamentale perché senza respirare non si può vivere. Automatico vuol dire che avviene da solo, come il battito del cuore, senza che noi ci si debba attivare per metterlo in moto. Il processo naturale e automatico della respirazione avviene  tramite il diaframma, o muscolo diaframmatico.
Quindi, dire 'respirare col diaframma' è dire una cosa ovvia e inutile,  come 'vedere con gli occhi', 'sentire con le orecchie', 'annusare col naso' e via di seguito. Non potrei respirare in altro modo nemmeno se lo volessi. Dire invece 'devi 
imparare a respirare col diaframma' significa non avere la minima idea di come funziona il nostro corpo. E siccome il canto è una disciplina che coinvolge il nostro corpo e i suoi meccanismi spontanei in diversi modi, non saperne nulla può portare molte brutte conseguenze, la minore delle quali sarà spendere impegno, fatica e denaro per anni  senza ottenere risultati degni di questo nome.

Allora, torniamo un poco indietro. La respirazione è fondamentale per il buon uso della voce, sia parlata che cantata. Le corde vocali, cioè i muscoli che nel nostro corpo danno origine alla voce, si predispongono alla vibrazione avvicinandosi e chiudendosi - aiutate in questo da altri muscoli - e attendono che l'aria, cioè il fiato, le metta in vibrazione.
 Questa vibrazione produce un suono, che poi viene articolato e modificato  tramite la lingua, le labbra e altri muscoli e si trasforma in parole e musica. Se  il fiato non è sufficiente, allora le corde vocali funzioneranno lo stesso, ma questo costerà loro uno sforzo, si stancheranno e a poco a poco la nostra voce se ne andrà. 

Quando noi prendiamo fiato, cioè durante la fase inspiratoria della respirazione, il diaframma automaticamente si mette al lavoro, si abbassa, crea una differenza di pressione e l'aria entra nei polmoni. Abbassandosi,  il diaframma lascia uno spazio per l'espansione dei polmoni.
Ma se il diaframma si abbassa, e questo è il suo movimento naturale e spontaneo, allora automaticamente andrà a comprimere l'intestino,  che cercherà spazio verso l'esterno e in avanti (dietro non può andare, perché abbiamo la spina dorsale e fasce muscolari molto spesse): in pratica, la nostra pancia si gonfierà quando prendiamo fiato, proprio come avviene a quella del nostro cane o del nostro gatto. Infatti, qualche volta si dice 'respirare con la pancia'; non è esattamente così, perché la pancia si muove di conseguenza e in maniera passiva, non attiva, cioè è spinta dal movimento del diaframma e noi non la stiamo spingendo avanti volontariamente, ma può rendere l'idea. 
In aggiunta a questo movimento, anche la gabbia toracica si espande. 

Quando invece buttiamo fuori il fiato, cioè espiriamo, il diaframma si rilassa, si alza automaticamente, comprime i polmoni e l'aria esce, il tutto in coordinazione con altri muscoli. Tutto questo avviene per ogni respiro, in ogni momento della nostra vita, sia che parliamo o cantiamo o che stiamo zitti, da svegli o da addormentati. Vediamo bene, dunque, che non abbiamo bisogno di 'imparare a respirare col diaframma', perché lo facciamo da quando siamo nati, lo faremo per tutta la vita e non potremo mai fare altro che respirare con e tramite il diaframma.

Può accadere, tuttavia, che il nostro diaframma diventi un po' pigro, perché non ha bisogno di lavorare molto per la vita quotidiana, e cominci ad abbassarsi meno di quello che potrebbe. Oppure che per patologie asmatiche o allergiche, o ansia e stress, o problemi muscolari vari (per esempio, i problemi di cervicale possono influire molto sulla respirazione, creando uno stato di tensione diffuso) il diaframma funzioni meno di quanto potrebbe, e noi cominciamo a respirare espandendo prevalentemente la parte alta dei polmoni, magari muovendo il petto o le spalle. Attenzione: in questi casi, non è che non si stia più 'respirando col diaframma', semplicemente tutti i problemi di cui sopra creano uno scompenso e un funzionamento non ottimale: è più faticoso, si creano ulteriori tensioni, si ha la sensazione che il fiato 'non basti mai'. Respirare anche solo con il petto non è assolutamente sbagliato, in caso d' inspirazioni profonde, e di nuovo chi afferma il contrario ha delle idee molto vaghe riguardo al funzionamento naturale del nostro corpo; quello che è sbagliato, cioè antifisiologico, che comporta molto sforzo e poco risultato, è respirare con il petto o alzando le spalle.

In questi casi, dei semplici esercizi di propriocezione e respirazione - analoghi per esempio a quelli di discipline che favoriscono il funzionamento naturale del nostro corpo, come lo yoga -  riporteranno in breve tempo il meccanismo respiratorio a uno standard ottimale o quasi. E potremo sfruttare la respirazione per il canto, senza che questo comporti sforzo o tensione. Questi esercizi sono davvero molto semplici, e molto lontani da pratiche muscolari eccessive e fuori luogo come a volte ho visto proporre, come sollevare pesi con le braccia o - peggio ancora - esercitare una forte pressione sull'addome, schiacciando, con la strana convinzione totalmente antifisiologica (e anche anti-buon senso) che in questo modo il diaframma si rinforzi e poi funzioni meglio.

Nel prossimo intervento dedicato alla respirazione, parleremo ancora di questi esercizi inutili ed esagerati, e approfondiremo il discorso dell'espirazione durante il canto.

Valter Carignano

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