Privacy Policy>

La respirazione... è davvero così difficile?

Una delle prime cose che dicono gli insegnanti di canto - una di quelle cose che viene  considerata una verità assoluta, che non ha bisogno di dimostrazioni  o spiegazioni - è 'per cantare devi imparare a respirare col diaframma'.
Bene, purtroppo una frase che sembra così ovvia, sentita mille volte, contiene in sé un errore molto grave.
Intendiamoci, non è che la respirazione non sia importante per il canto, anzi è assolutamente fondamentale. E su questo non deve esserci alcun dubbio, a meno di non voler  perdere la voce per un po' o per sempre.  
Ma andiamo con ordine.

La respirazione è un processo naturale, fondamentale e automatico del nostro corpo. Naturale vuol dire che il nostro corpo (come quello di tutti gli esseri viventi) è predisposto per metterlo in atto. 
Fondamentale perché senza respirare non si può vivere.
Automatico vuol dire che avviene da solo, come il battito del cuore, senza che noi ci si debba attivare o pensare per metterlo in moto.
Il processo naturale e automatico della respirazione avviene  tramite il diaframma, o muscolo diaframmatico.
Quindi, dire 'respirare col diaframma' è dire una cosa ovvia e inutile,  come 'vedere con gli occhi', 'sentire con le orecchie', 'annusare col naso' e via di seguito. Non potrei respirare in altro modo nemmeno se lo volessi.
Dire invece 'devi 
imparare a respirare col diaframma' non ha senso: avviene già così, sempre. 

Rimane il fatto che la respirazione è fondamentale per il buon uso della voce, sia parlata che cantata. Perché?
Il meccanismo è molto semplice.
Noi emettiamo suoni tramite le corde vocali. Quando decidiamo di parlare, cantare, emettere un suono qualunque, le corde vocali si predispongono alla vibrazione avvicinandosi e chiudendosi - aiutate in questo da altri muscoli - e attendono che l'aria, cioè il fiato, le metta in vibrazione.
Questa vibrazione produce un suono, che poi viene articolato e modificato  tramite la lingua, le labbra e altri muscoli e si trasforma in parole e canto.
Se  il fiato non è sufficiente, allora le corde vocali funzioneranno lo stesso, ma questo costerà loro uno sforzo, si stancheranno e a poco a poco la nostra voce se ne andrà. 

Ma per buttarlo fuori, il fiato, prima bisogna prenderlo. Vediamoo cosa succede quando prendiamo fiato.
Quando noi prendiamo fiato, cioè durante la fase inspiratoria della respirazione, il diaframma automaticamente (cioè da solo) si mette al lavoro, si abbassa, crea una differenza di pressione e l'aria entra nei polmoni. Abbassandosi,  il diaframma lascia uno spazio per l'espansione dei polmoni.
Ma se il diaframma si abbassa, e questo è il suo movimento naturale e spontaneo, allora automaticamente andrà a comprimere l'intestino,  che cercherà spazio verso l'esterno e in avanti (dietro non può andare, perché abbiamo la spina dorsale e fasce muscolari molto spesse): in pratica, la nostra pancia si gonfierà quando prendiamo fiato, proprio come avviene a quella del nostro cane o del nostro gatto. Infatti, qualche volta si dice 'respirare con la pancia'; non è esattamente così, perché la pancia si muove di conseguenza e in maniera passiva, non attiva, cioè è spinta dal movimento del diaframma,  ma può rendere l'idea. 
In aggiunta a questo movimento, anche la gabbia toracica si espande. 

Quando invece buttiamo fuori il fiato, cioè espiriamo, il diaframma si rilassa, si alza automaticamente, comprime i polmoni e l'aria esce, il tutto in coordinazione con altri muscoli.
Tutto questo avviene per ogni respiro, in ogni momento della nostra vita, sia che parliamo, cantiamo, stiamo zitti, da svegli o da addormentati. Vediamo bene, dunque, che non abbiamo bisogno di 'imparare a respirare col diaframma', perché lo facciamo da quando siamo nati, lo faremo per tutta la vita e non potremo mai fare altro che respirare con - e tramite - il diaframma.

Può accadere, tuttavia, che il nostro diaframma diventi un po' pigro, perché non ha bisogno di lavorare molto per la vita quotidiana, e cominci ad abbassarsi meno di quello che potrebbe.
Oppure che per patologie asmatiche o allergiche, o ansia e stress, o problemi muscolari vari (per esempio, i problemi di cervicale possono influire molto sulla respirazione, creando uno stato di tensione diffuso) il diaframma funzioni meno di quanto potrebbe, e noi cominciamo a respirare espandendo prevalentemente la parte alta dei polmoni, magari muovendo il petto o le spalle.
Attenzione: in questi casi, non è che non si stia più 'respirando col diaframma', semplicemente tutti i problemi di cui sopra creano uno scompenso e un funzionamento del diaframma non ottimale: è più faticoso, si creano ulteriori tensioni, si ha la sensazione che il fiato 'non basti mai'.
Importante: respirare anche con il petto non è assolutamente sbagliato, in caso d' inspirazioni profonde, e  chi afferma il contrario ha delle idee molto vaghe riguardo al funzionamento naturale del nostro corpo; quello che è sbagliato, cioè antifisiologico, che comporta molto sforzo e poco risultato, è respirare solo con il petto o alzando le spalle.

In questi casi, se qualcosa non funziona come dovrebbe, dei semplici esercizi di propriocezione e respirazione - analoghi per esempio a quelli di discipline che favoriscono il funzionamento naturale del nostro corpo, come lo yoga -  riporteranno in breve tempo il meccanismo respiratorio a uno standard ottimale o quasi.
E potremo sfruttare la respirazione per il canto, senza che questo comporti sforzo o tensione.
Questi esercizi sono davvero molto semplici, e molto lontani da pratiche muscolari eccessive e fuori luogo come a volte ho visto proporre.
È assolutamente sbagliato far sollevare pesi con le braccia 
nella strana convinzione che questo aiuti la respirazione;  o - peggio ancora - esercitare una forte pressione sull'addome, schiacciando con le mani, o mettendovi sopra oggetti pesanti,  con l'idea totalmente antifisiologica (e anche anti-buon senso) che in questo modo il diaframma si rinforzi e poi funzioni meglio.

Ma il Pilates? Mi dicono che non devo tirare fuori la pancia, quando prendo fiato.
Il Pilates è una (ottima) tecnica  nata per risolvere problemi in un ambito specifico, cioè quello dei danzatori professionisti. Può essere utile in molti campi, ma la respirazione che insegna è particolare e specifica per i suoi scopi, non è la normale respirazione fisiologica dell'essere umano, che invece si utilizza nel Canto. Stessa cosa per alcuni tipi di Power Yoga, che dello Yoga originario conservano ben poco e utilizzano sovente la respirazione del Pilates.

Nel prossimo intervento dedicato alla respirazione, parleremo ancora di questi esercizi inutili ed esagerati, e approfondiremo il discorso dell'espirazione durante il canto.

Valter Carignano

Privacy Policy