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Canta, o mio biplano - 
L'ultimo sogno di Gabriele D'Annunzio. Di V.Carignano.


Gabriele D’Annunzio fu uno dei personaggi più importanti della vita culturale italiana ed europea a cavallo fra la fine dell’Ottocento e i primi trent’anni del Novecento.  Fu molto amato, imitato, divenne un simbolo e un modello. Ma  fu anche molto odiato o appena tollerato,  a causa dei suoi veri o presunti legami con il fascismo. Questo spettacolo non vuole essere agiografico, non vuole ristabilire verità storiche, non vuole prendere posizione su questioni politiche.

In questo spettacolo D’Annunzio è in bilico fra realtà storica e fantasia, fra ironia e malinconia. un uomo anziano, a tratti rassegnato, perso nei ricordi della passata grandezza ma ancora capace di essere ironico, di entusiasmarsi, di sognare un mondo nuovo. Con lui c’è Antonio, un immaginario domestico e amico, e insieme tessono un dialogo fatto di storia, di fantasia, di citazioni e invenzioni.  

E poi c’è la musica. D’annunzio era un grande intenditore e appassionato di opera lirica, scrisse fra l'altro un'ode in memoria di Giuseppe Verdi, compositore cha amava in maniera particolare. Molte sue poesie vennero musicate dal suo amico e conterraneo Francesco Paolo Tosti, dando vita ai capolavori musicali assoluti che vengono eseguiti dal vivo durante lo spettacolo. 



Canta, o mio biplano - L'ultimo sogno di Gabriele D'Annunzio
Di Valter Carignano con Valter Carignano, attore e cantante; Marina Di Paola, attrice; Michela Varda, pianoforte. Musiche di Francesco Paolo Tosti.





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